30 ANNI DI AREA
Il 2008 è l’anno del trentennale di AREA Science Park.
Fu dal Centro Internazionale di Fisica Teorica che nacque, alla fine degli anni ’60, l'idea
di un'area di ricerca multidisciplinare che, in stretto collegamento con il mondo universitario, si
dedicasse ad attività sperimentali. Quel seme portò nel 1978 alla legge istitutiva del Consorzio per l’Area di Ricerca di Trieste
e, nel 1982, sul Carso triestino, al primo insediamento di Area Science Park.
Da allora la crescita del parco scientifico è stata continua per qualità e quantità delle
attività svolte. Accanto a prestigiosi laboratori di ricerca come il Centro Internazionale di
Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) e il Laboratorio di Luce di Sincrotrone ELETTRA, sono
gemmate numerose realtà scientifiche e imprenditoriali. Fulcro di questo sistema è il
Consorzio per l’Area di Ricerca, Ente di ricerca di primo livello del MIUR, che nel corso
degli anni ha espanso il suo raggio d’azione a una serie di attività ad alto valore aggiunto, con
la gestione di iniziative di formazione imprenditoriale qualificata, internazionalizzazione e
trasferimento tecnologico. Quest’ultimo è il filone che maggiormente sta connotando la storia
recente del Consorzio, grazie a diversi progetti sinergici, volti ad innovare le imprese regionali
e a crearne di nuove.
Oggi nel parco scientifico operano circa 2200 addetti e circa novanta società e laboratori in settori che vanno dalle biotecnologie alle telecomunicazioni, dai nuovi materiali alle
nanotecnologie, solo per citarne alcuni. Il giro d’affari del parco è stimato in oltre 140 milioni
di euro, tra finanziamenti pubblici, attività a progetto, fatturati e investimenti
privati.
“In un contesto nazionale composto in massima parte da piccole e medie imprese – spiega
Giancarlo Michellone, dal 2007 presidente del parco scientifico dopo una lunga carriera ai vertici
della Fiat – è molto importante favorire l’introduzione di nuove tecnologie e competenze
organizzative. AREA ha investito molto negli ultimi dieci anni in questa direzione, lavorando con
concretezza per la competitività del tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, regione nella
quale è credibile sperimentare forme inedite, per il panorama italiano, di collaborazione tra
istituzioni territoriali, mondo della ricerca e imprese”.
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