Nanoparticelle di oro incapsulate con polielettroliti in grado di
superare la barriera ematoencefalica.
Le nano-particelle d’oro (diametro 15 nm) funzionalizzate secondo il protocollo descritto si
sono dimostrate stabili a lungo termine nella forma non aggregata (a sinistra nell’immagine qui
pubblicata).
Dopo 19 ore dall’iniezione nella vena caudale del topo, la concentrazione più alta si osserva
nel cervello (colorazione rossa nell’immagine di destra). |
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Vantaggi rispetto allo state dell'arte e della conoscenza
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La barriera ematoencefalica è una struttura che ha la funzione di
controllare l’accesso delle sostanze presenti nel circolo sanguigno al sistema nervoso centrale.
Tale barriera, se da un lato è indispensabile per proteggere il sistema nervoso centrale, dall’a
ltro limita in caso di malattia anche l’accesso dei farmaci.
Ci sono diverse strategie per aumentare la capacità dei farmaci di superare questa barriera,
tra cui quella di rendere più idrofobiche le molecole o interrompere la barriera stessa. Ciascuna
di queste strategie presenta degli svantaggi. Ad esempio, modificare le molecole può diminuirne l’e
fficacia, mentre forzarne l’accesso nel cervello può aumentare il rischio di infiammazioni.
La metodica sviluppata dal CBM prevede di legare la creatina, una molecola capace di
alleviare le conseguenze delle lesioni cerebrali, a delle nano-particelle d’oro ricoperte di
albumina. Tali nano-particelle hanno dimostrato la capacità di superare significantemente la
barriera ematoencefalica trasportando il farmaco e rilasciandolo nel sistema nervoso centrale. |
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Brevetti
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Titolo: Nanoparticelle di oro incapsulate con polielettroliti in grado
di superare la barriera ematoencefalica
Numero: EP08425351
Livello di protezione: Patent pending
Paesi di protezione: Italia, Europa, in fase di estensione internazionale. |
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Pubblicazione
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| Viota J. L., Mandal S., Delgado A. V., Toca-Herrera J. L., Möller M.,
Zanuttin F., Balestrino M., Krol S. (2009) Nanogold based drug delivery through the blood brain
barrier: Probing HSA and creatine binding by electrophoresis. JCIS, 332, 215–223. |
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Settori di applicazione
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| Farmaci per ictus o altre malattie del cervello come encefalite,
epilessia |
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Mercato
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| Industria farmaceutica |
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