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BILANCIO CAPITALE INTELLETTUALE 2008

In sintesi: consente di cogliere in anticipo la possibile evoluzione di un'organizzazione e la sua capacità di crescita negli anni successivi.

Il Bilancio del Capitale Intellettuale nasce con l'obiettivo di realizzare un quadro del patrimonio intangibile dell'Ente: quell'insieme di conoscenze, competenze e relazioni che costituiscono elementi essenziali nel processo di creazione di valore. E che nè il bilancio di esercizio, nè il Bilancio Sociale, sono in grado di evidenziare e di valorizzare completamente. 
In questo modo offre un quadro delle potenzialità future dell'Ente, della sua capacità di competere sul mercato ed evidenzia i punti di forza da mantenere e i punti di debolezza da correggere per evitare situazioni di crisi.

I principali elementi sono:
1. capitale umano: l'insieme di capacità, abilità e competenze che appartengono a chiunque operi all'interno di una struttura. Sebbene gran parte delle organizzazioni che comprendono l'importanza e il valore del capitale umano si adoperino nell'intento di valorizzare e trattenere tale patrimonio, si tratta di risorse che l'organizzazione possiede solo temporaneamente e che, per questo, rischia di perdere in ogni momento.

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  Strategia e obiettivi

Bilancio del Capitale Intellettuale 2008

Per quanto possibile, quindi, è importante convertire
il capitale umano in capitale strutturale attraverso la condivisione delle competenze e delle esperienze.
2. Il capitale strutturale, diversamente da quello umano, appartiene all’o rganizzazione ed è costituito da tutti quegli elementi, tangibili e non, che supportano gli individui nell’espletamento delle loro funzioni lavorative. Esso comprende sia assets già tradizionalmente valutati quali software e brevetti sia elementi intangibili, quali l’o rganizzazione e i processi aziendali codificati. Un buon livello di capitale strutturale garantisce una gestione efficace ed efficiente del lavoro e un maggior grado di motivazione da parte dei dipendenti.
3.  Il capitale relazionale comprende tutte le relazioni dirette ed indirette che la struttura instaura con tutti i principali stakeholder, non solo clienti, ma anche fornitori, finanziatori, partner, comunità locali, etc…. Relazioni consolidate e forti con gli stakeholder conferiscono valore alla struttura in quanto garantiscono una redditività duratura.
La gestione efficace ed efficiente del capitale intellettuale richiede che vengano gestite singolarmente le sue molteplici componenti ma, soprattutto, i legami fra queste, affinché si crei un circolo virtuoso che determini un accrescimento della conoscenza, base della creazione di valore.

Il Bilancio del Capitale Intellettuale del Consorzio è impostato in base a uno dei più diffusi modelli di gestione delle risorse intangibili: “L’i ntangible Assets Monitor” di K. E. Sveiby, già adottato in Italia da numerose realtà, quali Centro Ricerche Fiat (CRF), Brembo, etc.
Il modello classifica gli indicatori in base alla seguente griglia:
Modello - Capitale Intellettuale


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