06.08.2008 /
Bufera anti-doping: l'ICGEB di AREA in prima fila mondiale
In questi giorni lo sport, e non solo, è in fermento per i numerosi casi di doping emersi.
In piena bufera doping, il mondo della scienza "alza il tiro" e lancia l'allarme sul "
doping genetico": una nuova frontiera già all'orizzonte, ancora più eticamente
inaccettabile ma soprattutto ancora più pericolosa per la salute dell'atleta.
Ecco perchè la WADA, la World Anti-doping Agency di Montreal (Canada) ha deciso di finanziare
una ricerca scientifica per trovare metodi che smascherino questo nuovo tipo di doping.
E ha chiesto alla sede italiana dell'
International Center for Genetic Engineering anf Biotechnology, attiva in AREA
Science Park, di coordinare lo studio, nel quale saranno coinvolte anche le sedi di Milano, Firenze
e Pisa.
"Il doping genetico è un passo ben oltre quello che sta accadendo nel ciclismo" - spiega
Mauro Giacca, direttore dell'ICGEB e responsabile della ricerca "Si modificano gli atleti. Si usa
cioè un gene per cambiare l'informazione genetica. In natura ci sono geni che stimolano le
informazioni sui fattori di crescita delle masse muscolari e non solo, geni che sono in grado anche
di cambiare il tipo di fibre muscolari con fibre che potrebbero essere ritenute più adatte ad
affrontare sport che richiedono grande resistenza e fatica.
Il doping genetico segue le stesse modalità delle terapie genetiche che servono a salvare le
vite umane, solo che vanno in una direzione ben diversa.
Aprendo seri problemi etici."
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